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Nuovi diffusori con Active Room Compensation e Beam Width Control

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paolomariano
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paolomariano Posted: Sat, Feb 25 2017 2:23 PM
Tutta la ricerca e sviluppo investita nella creazione di nell'anima 90 sarà molto probabilmente sfruttata per altri prodotti di fascia meno "esoterica".

Chissà se arriveremo mai ad avere delle beolab 12 che incorporino tali tecnologie... Unsure
paolomariano
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Riporto qui la mia traduzione di un'intervista a Geoff Martin in occasione della presentazione delle Beolab 90:

Quando abbiamo iniziato a pensare a come sarebbero dovute essere le Beolab 90, la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di uscire e andare ad ascoltare il maggior numero possibile di diffusori, sia Bang & Olufsen che di altri produttori, sia del settore professional che consumer.

Abbiamo prestato moltissima attenzione alle caratteristiche che ognuno di noi avrebbe voluto trovare nei diffusori e a quelle che effettivamente trovavamo. Alcuni diffusori avevano un'ottima resa delle frequenze medie, altri dei bassi, o ancora una buona riproduzione del palco sonoro. L’obiettivo con le Beolab 90 era a questo punto quello di realizzare un prodotto che unisse il meglio di tutto, in un unico pacchetto.

L’idea originale era quella di costruire un diffusore che potesse competere con i migliori diffusori high-end sul mercato. Il problema con un’idea di questo tipo è che la maggior parte dei diffusori per audiofili è pensata per persone con una sola sedia e nessun amico. Si tratta di diffusori pressochè perfetti, ma hai bisogno di sederti nel punto giusto per apprezzarli, hai bisogno di un ambiente creato ad hoc per capirli. Questo tipo di diffusore non è un buon diffusore per Bang & Olufsen, perché molti nostri clienti utilizzano i diffusori in un contesto più “social”. Li ascoltano con gli amici, o si trovano in una stanza diversa da quella dei diffusori, si spostano. Quindi la domanda ora era: come possiamo unire queste due necessità? come possiamo avere un diffusore che possa competere con i diffusori per audiofili, se ascoltato da una sola persona, ma che allo stesso tempo, con un unico semplice comando, possa essere apprezzato in compagnia di amici, nel contesto di una festa o guardando un film?

Le Beolab 90 dispongono sia di un sistema di compensazione della stanza (room compensation n.d.t.) che di un sistema di regolazione di ampiezza (beam width control). L’idea è che questi sistemi lavorino insieme al solo scopo di far “scomparire” la stanza. Il secondo vantaggio è che è possibile avere diversi programmi preimpostati. È possibile avere diversi tipi di compensazione della stanza per diverse posizioni in cui possiamo trovarci (una per il divano, una per il tavolo da pranzo, una per tutto l’ambiente, nel caso di una festa,…) e diversi livelli di ampiezza (nel caso in cui si sia a casa da soli, oppure in compagnia di qualcuno sul divano, ad esempio). In sostanza è possibile personalizzare il modo in cui il diffusore si comporta utilizzando queste due funzioni, in modo che i diffusori siano ottimizzati per qualsiasi situazione.

Non esiste nessun altro diffusore al mondo, progettato per l’utilizzo consumer, che permetta all’utilizzatore di fare questo in tempo reale. Esistono soluzioni simili nel settore professional, ma Beolab 90 è l’unico diffusore consumer che consente di ottenere questi risultati in un ambiente domestico.

Il nostro obiettivo principale, quando realizziamo ogni nostro diffusore, è quello di permettervi di sedervi e ascoltare la registrazione. Punto. Noi non dovremmo mai essere di intralcio. Il diffusore non dovrebbe aggiungere nulla e non dovrebbe togliere nulla da ciò che l’artista avrebbe voluto che voi ascoltaste.

Credo che Beolab 90 realizzi tutto questo a un livello superiore a quello raggiunto da qualsiasi altro diffusore che noi abbiamo mai realizzato.

Uno degli aspetti più interessanti per chi ha lavorato nel team allo sviluppo di Beolab 90 è stato il fatto che questo avesse un numero altissimo di componenti: 7 tweeter, 7 midrange, 4 woofer, per un totale di 18 driver, ognuno dei quali ha un suo amplificatore dedicato, 18 convertitori digitali-analogici, 2 DSP (digital signal processor nd.t.), è persino presente un web server in modo da consentire il controllo del diffusore attraverso uno smartphone. Tutto ciò doveva essere inserito per permettere al diffusore di fare ciò che fa, ma allo stesso tempo ognuno di questi componenti nella catena doveva essere attentamente selezionato in modo tale da mantenere la qualità al livello massimo possibile. Non avremmo mai potuto realizzare tutto questo e poi inserire un singolo componente più debole che minacciasse la qualità dell’intera catena. La selezione dei componenti è stata quindi una sfida davvero impegnativa.

Il modo in cui il diffusore è in grado di farvi ascoltare i dettagli di una registrazione, la sua disinvoltura nella riproduzione dei passaggi più complessi, la rappresentazione dello spazio, la ricostruzione del palco sonoro, la profondità, la spazialità, il controllo delle frequenze nella sala di ascolto… è stata davvero una gioia poter lavorare a questo progetto e… si tratta davvero del nostro miglior diffusore, di sempre.

Geoff Martin
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